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Pianista, Luca Oddo | alle ore 19.00 | prenota in tempo il tuo posto

Virtuosismo pianistico – Luca Oddo

virtuosismo pianistico - Luca Oddo

GIOVEDI MUSICALI ALLA PRAENESTE

giovedì 27 Febbraio 2014, ore 19.00

Auditorium Accademia Musicale Praeneste
via del Carroccio 14, 00162 Roma
tel. 06.44247471 – info@scuolamusicale.com

Ti aspettiamo al concerto “virtuosismo pianistico”
Luca Oddo, Pianoforte


PROGRAMMA: “virtuosismo pianistico”

Bach/Busoni – Ciaccona in Re minore, BWV 1004

F. Liszt (1811-1886) –  Vallèe d’Obermann, dagli Années De Pèlerinage

L. van Beethoven (1770-1827) – Sonata op. 111

  • Maestoso — Allegro con brio ed appassionato
  • Arietta: Adagio molto semplice e cantabile

S. Prokofiev (1891-1953) – Sonata op.28 n°3

  • Allegro tempestoso – Moderato – Allegro tempestoso – Moderato – Più lento – Più animato – Allegro – Poco più mosso
Biglietti: Intero (€ 10) – Convenzionati (€ 8) – Soci (€ 5) – Famiglie (€ 15) – Under 12 GRATIS
Note al concerto, di Simone Ciolfi

Ferruccio Busoni aveva il desiderio di passare alla storia come compositore e teorico della musica più che come pianista virtuoso. Il successo maggiore gli venne però dalle sue esibizioni e dalle trascrizioni da concerto. Celebre è rimasta la trascrizione della Ciaccona per violino solo di J. S. Bach (la ciaccona è una danza barocca, stilizzata ovvero non fatta per essere ballata) composta tra il 1717 e i 1723. Il pregio di questa trascrizione (realizzata verso la fine dell’Ottocento) è l’amplificazione emotiva che Busoni riesce a dare all’originale di Bach. La profondità, la solennità e il pathos della Ciaccona bachiana (che in realtà è un tema con variazioni) diventa materia incandescente nelle mani di Busoni grazie alle possibilità del pianoforte, che all’inizio del Novecento aveva raggiunto le capacità sonore ed espressive del pianoforte moderno ed era ormai uno strumento da concerto adatto alle grandi sale, luoghi per le quali era necessario avere un repertorio adatto. La trascrizione di Busoni, imponente e a tratti colossale, è un esempio di questo repertorio che deve confrontarsi con un pubblico ormai numericamente notevole e con sale di notevole ampiezza.

Busoni raccoglie la palma di un altro virtuoso, creatore del recital pianistico e primo trascinatore di folle: Franz Liszt. Nei suoi viaggi da pianista virtuoso, Liszt visitò molti luoghi e compose musiche ispirate a paesaggi realmente visitati oppure immaginari, ovvero tratti da suggestioni letterarie. La Vallèe d’Obermann è un brano che riproduce un paesaggio letterario, non visitato realmente da Liszt, ed è contenuto in un album di brani per pianoforte titolato Années De Pèlerinage e pubblicato nel 1855. La difficoltà esecutiva del pezzo è il viatico delle sue grandi capacità evocative. Per la valle il vento e l’acqua scorrono in modo tenero e sontuoso, intimo e solenne. Il sole la inonda di luce così come il pianoforte inonda le nostre orecchie di suono.

Le sonate per pianoforte di Beethoven rappresentano uno dei patrimoni più preziosi dell’umanità. Si tratta di brani la cui fama corrisponde a una pienezza di contenuto espressivo davvero rara.  L’op. 111 è una delle ultime composizioni di Beethoven. La forma che la tradizione affida alla ‘sonata’ è qui personalmente rielaborata al fine da ottenere un’avventura sonora incomparabile ad altre produzione contemporanee a Beethoven. La famosa ‘arietta’, un tema con variazioni in cui la maestria creativa di Beethoven raggiunge livelli sommi, è densa di soluzioni creative e di novità, quasi una Cappella Sistina nella produzione del nostro.

Grande modernizzatore del pianoforte e della sua tecnica, Prokofiev scrive la Sonata op. 28 n. 3 nel 1917 basandosi su schizzi del 1907. Si tratta di una sonata in un unico movimento (non in più movimenti come quella di Beethoven) in cui le indicazioni di tempo cambiano in modo repentino. Varie situazioni emotive si susseguono con rapidità: umorismo, percussività, sognante lirismo, dimensioni oniriche, forza travolgente. Il Romanticismo è finito, con lui è finito anche il mondo del teatro e dell’opera lirica: la musica cerca ora una sua nuova strada nella magia del ritmico e nella trasfigurazione timbrica della tradizione.

Luca Oddo

Luca Oddo è nato a Roma nel 1990. Inizia lo studio del pianoforte a sei anni e a dieci anni viene ammesso al Conservatorio di musica “Santa Cecilia” di Roma. Inizia la sua formazione accademica con il M° Almerindo D’Amato; la prosegue e la porta a termine sotto la guida del M° Elisabetta Pacelli. Nel luglio 2010 consegue il diploma di pianoforte con il massimo dei voti e la lode; riceve il premio della V Edizione “Via Vittoria”, assegnato ai migliori diplomati del Conservatorio di Roma; consegue l’ammissione al biennio di perfezionamento del Conservatorio di musica “Santa Cecilia” e al Corso di Alto Perfezionamento in pianoforte dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella classe del M° Sergio Perticaroli. Consegue la Laurea di secondo livello in pianoforte con il massimo dei voti e la lode con il M° Elisabetta Pacelli. Ha frequentato un corso annuale di musica da camera con l’Ars Trio di Roma, e corsi di perfezionamento con i maestri Mirta Herrera, Paolo Bordoni, Boris Petrushansky ed Eduardo Hubert. Ha partecipato con successo a diversi concorsi musicali nazionali per giovani pianisti classificandosi sempre tra le più alte posizioni. A Roma ha tenuto diversi recital, esibendosi, nella stagione musicale del Tempietto, nei Giardini di Castel Sant’Angelo, e nel Chiostro di S. Pietro in Vincoli per la rassegna “E lucean le stelle” riscuotendo sempre apprezzamenti più che positivi. Nell’anno accademico 2011/12 ha frequentato il corso di prassi esecutiva del clavicembalo presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma con il M° Fiorella Brancacci. Dal 2011 fa parte dell’organico dell’orchestra “Archi di Roma” come clavicembalista. Attualmente frequenta il terzo anno del “corso di alto perfezionamento” in pianoforte con il M° Stefano Fiuzzi presso l’Accademia Nazionale di Musica di S. Cecilia.

 

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