Aldo Ciccolini (25.08.1925-01.02.2015)
Un ricordo del maestro

La tecnica (technè) nella sua forma migliore esprime un’altissima forma d’arte ed egli è uno di coloro che usano la propria padronanza tecnica per aprire le porte a chi è in grado di apprezzare la bellezza di un rito miracoloso – la musica che scorre attraverso i suoni e che scompare nel silenzio. Nelle sue mani essa crea un vuoto nello spazio e finisce esattamente lì dove inizia – nel Nulla, il luogo in cui ogni cosa è concepibile.
La sua totale dedizione alla musica lo porta a conoscere a memoria, oltre all’intera letteratura pianistica (incluse le 32 sonate e i 5 concerti di Beethoven, gli integrali di Debussy, Ravel e Satie, tutte le Sonate di Mozart, quasi tutto Chopin, molto Liszt e Schumann, Grieg, ecc.) anche libretti interi d’opera, a suonare a memoria la Sinfonia “Incompiuta” di Schubert o la “Turandot” di Puccini, e di imparare – lungo la strada di una vita e attraverso una ricerca mai interrotta – dei brani poco conosciuti al punto di poterli trascrivere dalla memoria anche dopo quarant’anni.”
(Postfazione di Ivan Donchev, tratta dal libro “Roberto Piana incontra Aldo Ciccolini”; Ed. Documenta, 2010)Aldo Ciccolini è stato un Maestro di Musica e di Vita. Nonostante la triste notizia della sua scomparsa, egli rimarrà a vivere per sempre attraverso l’enorme quantità di registrazioni e gli insegnamenti che ha trasmesso ai suoi allievi.
Gli saremo sempre grati. Requiescat in pace.