La Passione batte il Tempo

Il pianista, stagione “I Concerti del giovedì”

il pianista Gianni Bicchierini ne "i concerti del giovedì" dell'Accademia Musicale Praeneste30 maggio 2013 ore 19.00

Auditorium Accademia Musicale Praeneste

via del Carroccio 14, Roma (zona piazza Bologna)

 

 

 

 

Programma di sala:

(note a cura di: Gianni Bicchierini)

L. V. Beethoven              Sonata Op. 31 n. 2 in re minore “La Tempesta”
 (1770 – 1827)                     Largo/Allegro – Adagio – Allegretto
Questa sonata è uno dei più straordinari lavori pianistici di Beethoven, una punta avanzata della sua ricerca compositiva dove il suono è riscoperto come elemento principale al di là dei valori strettamente musicali (ritmo, armonia, melodia). A Schindler, che gli chiedeva la chiave di interpretazione della composizione, Beethoven rispose “Leggete la Tempesta di Shakespeare”. Ovviamente non sapremo mai cosa intendesse. Il primo movimento inizia con un arpeggio dalle tonalità cupe per poi svilupparsi in un vero e proprio conflitto tra suoni acuti e timbri cavernosi, riprese allucinanti e furiose che si spezzano per ricadere nel silenzio. Il secondo movimento, uno dei più belli di Beethoven, effonde una mestizia dove le ragioni del conflitto precedente si placano conservandone solo qualche eco, per poi concludersi con una melodia consolatrice che muore su note bassissime e solitarie, quasi sorde. Il celebre movimento finale è quasi un “moto perpetuo”, una melodia apparentemente fresca e frenetica ma divorata da uno struggimento ossessivo che avvinghia e trascina irresistibilmente al finale.

Franz Liszt        Vallée d’Obermann (da Années de pèlerinage. Première année, Suisse)
  (1811 – 1886)
Contrariamente a quanto verrebbe da pensare, il vero elemento ispiratore di quello che, a ragione, può essere considerato il brano più significativo di “Années de pèlerinage. Première Année, Suisse”, non fu una valle svizzera ma  bensì un romanzo epistolare – Obermann di Etienne Pivert de Sénancour, opera a metà strada tra il sentimento della natura di Rousseau e il romanticismo esacerbato de “I dolori del giovane Werther di Goethe”. Non si tratta quindi di un viaggio in un luogo, ma bensì nell’animo di un essere che indugia a guardarsi dentro e si immerge in un paesaggio caratterizzato dal dolore, dalla solitudine, dalla delusione. Vallée d’Obermann esordisce con una lenta melodia meditativa che disegna un percorso armonico ardito e fascinosissimo. Significativa, nell’economia dell’opera, l’importanza del tema in do maggiore dal carattere mistico, un poco più mosso ma sempre lento, rielaborazione dell’idea iniziale che, dopo il tempestoso recitativo in ottave e tremoli, ricomparirà, all’indicazione Lento, nella soave tonalità di mi maggiore del secondo tema, introducendo una nota di ottimismo e lirica distensione.

Robert Schumann          Carnaval Op.9 “Scènes mignonnes sur quatre notes”
 (1810 – 1856)

Préambule – Quasi maestoso
Pierrot – Moderato
Arlequin – Vivo
Valse noble – Un poco maestoso
Eusebius – Adagio
Florestan – Passionato
Coquette – Vivo
Réplique – L’istesso tempo
Sphinxes – tre sezioni di una sola misura
Papillons –  Prestissimo
A.S.C.H. – S.C.H.A  Lettres Dansantes – Presto
Chiarina  – Passionato
Chopin – Agitato
Estrella – Con affetto
Reconnaissance – Animato
Pantalon et Colombine – Presto
Valse Allemande – Molto vivace
Intermezzo: Paganini – Presto
Aveu –  Passionato
Promenade – Comodo
Pause – Vivo
Marche des “Davidsbündler” contre les
Philistins – Non allegro

Composizione caratterizzata da continui cambiamenti di ritmo, enigmatica, scritta nel 1835 per Ernestine von Fricken di cui Schumann era innamorato, Carnaval è formata da 22 pezzi nei quali il musicista esprime episodi, sentimenti e persone che fanno parte della suo vissuto, immaginandoli inseriti in una festa di carnevale dove le maschere mettono in scena il turbinio dei diversi  stati d’animo del compositore.  I brani, tutti con un titolo, sono anche numerati in sequenza tranne “Sphinxes” e “Intermezzo: Paganini”. I 22 pezzi sono uniti da un motivo ricorrente costituito da una serie di note con le quali Schumann, sfruttando la corrispondenza tra lettere e note, introduce nella partitura la parola Asch, città natale di Ernestine; il gioco avviene mediante la successione di La bemolle, Do e Si, in tedesco As-C-H oppure con La, Mi bemolle, Do, Si, in tedesco A-S- -H, ed è chiaramente esplicitato nel brano centrale della composizione, dal titolo A.S.C.H – S.C.H.A Lettres Dansantees

 

Biglietti:

€ 10,00 (intero) – € 5,00 (ridotto) – € 15,00 (riduzione famiglia)

Chiama la segreteria dal lunedì al venerdì, dalle 14 alle 20. Tel: 06.44247471 oppure

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