Accademia Musicale Praeneste... suona come sei!

Concerto della stagione “Crescendo Musicali 2015” – alle ore 19.00

Romantici si nasce

Recital: in programma, romanticismo pianistico

Elena Nefedova, pianista russa, è vincitrice della Seconda Selezione Giovani Musicisti. Docente di pianforte principale all’Accademia Musicale Praeneste, e artista di rara finezza interpretativa. In concerto eseguirà brani di Chopin, Mendelssohn e Rachmaninoff.

Concerto-premio per la Seconda Selezione Giovani Musicisti

programma di sala

F. Chopin: Berceuse op. 57
Notturno op.15 n 2
Studi: op. 25 n. 7; op. 10 n. 10 e 12;
F. Mendelssohn-S. Rachmaninov: Scherzo da “Sogno di una notte di mezza estate”
S. Rachmaninov: Variazioni su un tema di Corelli op. 42

Note al concerto: Il romanticismo pianistico, a cura di Tiziana Tulli
Composta in data incerta e pubblicata nel 1945, la Berceuse in re bemolle maggiore per pianoforte, Op. 57 di F. Chopin è caratterizzata dal clima cullante e avvolgente lirismo propri della Ninna Nanna e dal principio compositivo della Variazione (il titolo originario del brano era Varianti). L’opera è costituita da una serie di quattordici variazioni su un tema originale composto dallo stesso Chopin: la mano destra presenta una melodia arabescata e dal carattere improvvisativo, la quale si contrappone un basso ostinato fisso, quasi immobile: “Costruita su un delicatissimo basso ostinato, la figura assegnata alla mano sinistra si ripete costante dall’inizio alla fine, mentre la mano destra ha il compito di esporre e arricchire il motivo con varianti melodiche”. L’idea di variazione alla base della Berceuse non riprende tuttavia la concezione classica di “progressiva espansione degli elementi di partenza”, ma si identifica piuttosto, in un’ottica assai più moderna, “a una ipotesi virtuale di formanti, in un’ottica spazio-temporale allargata, come nelle atmosfere irreali di un sogno”. Tra le forme musicali più esplorate da  Chopin sicuramente vi fu quella del «Notturno» al quale il  musicista dedicò cinque numeri d’opus nella sua produzione compositiva. Il Notturno Op. 15 n. 2 venne composto tra il 1830 e il 1831 e dedicato a Hiller, pianista e compositore conosciuto a Parigi. Il brano è introdotto da un “tema caldo e tranquillo” e si sviluppa secondo il principio costruttivo dell’ornamentazione: trilli e gruppetti di note vanno a riempire intervalli più ampi. La sezione centrale contrasta nettamente con la prima: aumenta la velocità, il ritmo armonico e la melodia “diviene impetuosa, quasi ansante”. Infine, il ritorno della prima sezione riporta all’atmosfera iniziale.  A proposito di questa pagina,  scrive Wekeling Dry: « … esso è un vero poema sonoro in miniatura a carattere orientale. Il suo tema principiale ha un grande fascino melodico e il secondo tema contrastante si basa su un gruppo caratteristico di cinque note. I passaggi fortemente cromatici contribuiscono alla bellezza di questo «Notturno» fresco nel trattamento e nell’effetto e il ritorno del primo tema nella ripresa è sereno e solenne.. ». Studi op. 25 n. 7, op. 10 n. 10-12. Il termine “studio” indica generalmente un brano strumentale di dimensioni contenute, interamente costruito intorno a una particolare difficoltà tecnica. Ogni strumento, a partire dall’inizio del XIX secolo, ha sviluppato la sua propria letteratura del (si parla quindi di studi “per le ottave”, “per l’articolazione”, “per gli arpeggi” e così via).  I dodici studi op. 10, dedicati a «a son ami f. Liszt», furono pubblicati a Parigi nel 1833, mentre i dodici appartenenti all’op. 25, dedicati questa volta «a madame la comtesse d’agoult», che di liszt era la compagna, vennero pubblicati nel 1837. Paganini, e in particolare i 24 capricci op. 1, cosi come il Clavicembalo ben temeperato di Bach, rappresentano i modelli ideali degli studi di Chopin. Il problema dell’ordinamento tonale, seppur meno rigoroso rispetto ai suoi predecessori, interessa al compositore polacco. Osserva Charles Rosen: «come un tutt’uno: ogni studio successivo sembra sgorgare direttamente dal precedente. La tonalità di ciascuno è strettamente connessa a quella del seguente (…). In alcune occasioni, è impressionante il modo in cui la conclusione di uno studio dà l’impressione di preparare l’attacco del successivo». Al di là della tecnica e del virtuosismo, questi studi mostrano, anche grazie a diteggiature spesso ardite e sempre originali, una incessante ricerca sul timbro, sul tocco e sull’indipendenza ritmica da parte del compositore.
S. V. Rachmaninov, concertista-compositore dell’epoca tardo-romantico, virtuoso della tastiera, riversò principalmente nelle composizioni per pianoforte il suo mondo espressivo. Affascinato dalla musica di Chopin, Liszt e soprattutto di Cajkovskij, l’arte di Rachmaninov attinge anche al “patrimonio folclorico e popolare russo con una evidente propensione verso una visione della vita intrisa di sconsolata malinconia, che è un po’ il filo rosso dell’anima poetica slava”. La produzione di Rachmaninov dedicata alle trascrizioni è la testimonianza della chiara devozione nei confronti di Liszt, il maestro per eccellenza della rielaborazione. Lo Scherzo tratto dal Sogno di una notte di mezza estate Op. 61 di Mendelssohn è una delle più vivaci parafrasi di Rachmaninov. Rielaborato dal compositore nel 1933, presenta notevoli difficoltà tecniche a causa della densità della scrittura, rappresentando quasi “una piccola sfida: difficile competere con la leggerezza tutta legni e violini in punta d’archetto che contraddistingue una delle pagine più magiche di tutto l’Ottocento”. Le Variazioni su tema di Corelli Op. 42 (1931) rappresentano un altro esempio della straordinaria abilità pianistica di Rachmaninov. Eseguite per la prima volta nel 1932 dal compositore stesso, sono un’elaborazione del tema cosiddetto della “Follia”, indicato nella Sonata per violino n. 12 di Corelli (tema peraltro già affrontato da molte prospettive differenti da altri compositori). Considerate una sorta di studio preparatorio della Rapsodia per pianoforte e orchestra su un tema di Paganini, apparsa circa due anni dopo, esse si distinguono per varietà inventiva e ricchezza di colori timbrici; “la scrittura eccelle in fantasia ritmico-melodica e riesce a condire un tema cosi severo come quello della Follia di una sensibilità inebriante”.

venerdì 24 aprile 2015, ore 19.00 – Auditorium Accademia Musicale Praeneste

 
dal lun al ven h 15.00-20.00