Accademia Musicale Praeneste... suona come sei!

Concerto della stagione “Crescendo Musicali 2015” – alle ore 19.00

Un pizzico d’Arte

L’arte del pizzico: chitarra e mandolino

programma di sala

M. Castelnuovo-Tedesco: Variazioni attraverso i secoli
M. De Falla: Homenaje puor le tombeau de Debussy
D. Bogdanovic: Sonata n.1
Keigo Fujii: “Allegro impetuoso” e “Scherzando”
Enrico Marucelli: Valzer Fantastico
Igor Rekhin da  Tabosa: Tango, Bossa Nova, Samba
Viktor Kozlov: In stile di flamenco

Note al concerto, a cura di Tiziana Tulli

È la prima volta che trovo un musicista che capisce immediatamente come si scriva per la Chitarra! (Andrès Segovia). Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968) è stato storicamente il capostipite di una folta schiera di compositori moderni interessati alla chitarra, nonché uno dei compositori più creativi e poliedrici del XX secolo. Le Variazioni (attraverso i secoli…) op. 71 (1932) segnano però non soltanto il primo approccio del compositore nei confronti del noto strumento a pizzico, ma anche la nascita dell’amicizia che lo legherà per tutta la vita al chitarrista spagnolo Andrès Segovia (1893-1987), committente dell’opera. Il tema delle Variazioni è una ciaccona lenta e maestosa scritta nella tonalità di re minore, esplicito riferimento alla celebre ciaccona della seconda Partita per violino di Bach. Il sospetto che le Variazioni attraverso i secoli nascondano una riflessione di Castelnuovo-Tedesco sulla musica antica e moderna, sembra essere avvalorato dal fatto che tale nostalgia si ritrovi nelle successive variazioni “schubertiane”, sfumi lentamente di variazione in variazione e lasci infine il posto al carattere più spavaldo ma allo stesso tempo inquieto del conclusivo Fox-Trot: sembra insomma che tale opera rappresenti non soltanto un excursus sui generi musicali, ma anche e soprattutto un manifesto dell’arte di Castelnuovo-Tedesco; egli sceglie la chitarra per manifestare i propri sentimenti di amore nei confronti della musica del passato e i propri dubbi sulla musica del futuro.

Anche lo stile compositivo dello spagnolo Manuèl de Falla y Matheu (1876- 1946) rappresenta una pietra miliare per la nascita della chitarra moderna classica, sia per l’utilizzo timbrico che per avere conferito una sorta di rinnovata nobiltà allo strumento. Scrisse varia musica teatrale, vocale-strumentale e strumentale. Le opere di De Falla, ispirate alla musicalità tipica della Spagna, sintetizzano tradizione e ricerca stilistica moderna. L’Homenaje pour le tombeau de Debussy (1920) per chitarra, poi riproposta anche in versione per pianoforte e orchestra, è una danza dal fluido melodico che porta con sé melanconie andaluse dal ritmo mesto e calmo dell’habanera e del cante jondo (antico canto popolare andaluso dal quale, in seguito alla contaminazione di elementi gitani e zingareschi, ebbe origine il flamenco). La riduzione ai minimi termini del materiale tematico – processo di frammentazione – (implosione degli elementi strutturali, reiterazione di brevi micro-cellule e micro-variazioni) attinge, sul piano concettuale, all’esperienza della musica francesce e in modo particolare a Claude Debussy.

La serata prosegue con musiche dedicate agli strumenti a pizzico: il duo cameristico costituito da chitarra e mandolino. In programma il Valzer Fantastico in Sol maggiore (1900 ca.) di Enrico Marucelli (1877 – 1907) chitarrista, mandolinista, compositore e direttore d’orchestra fiorentino.

Gli altri artisti che compaiono nel programma di questa sera appartengono alla scena musicale contemporanea. Dušan Bogdanović (Belgrado, 1955), di cui ascolteremo la Sonata n. 1, è un chitarrista e compositore naturalizzato statunitense. Artista versatile, ha esplorato numerosi generi musicali oltre alla musica classica, come il jazz – di fondamentale importanza per la sua carriera le collaborazioni con i jazzisti James Newton, Bruce Arnold e Chiarlie Haden – e la musica etnica. Ha pubblicato opere di vario genere, non solo per chitarra ma anche per pianoforte, risentendo stilisticamente dell’influsso di compositori del calibro di Igor Stravinskij e Béla Bartók.


venerdì 13 marzo 2015, ore 19.00 – Auditorium Accademia Musicale Praeneste – via del Carroccio 14, Roma – tel. 06.44247471
 
dal lun al ven h 15.00-20.00